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  • Salvatore Mafrici

Extracomunitari residenti regolari esclusi dall'avviso pubblico del nostro Distretto SocioSanitario?


Giorni fa sono stato contattato da un caro amico, sempre molto attento sui temi dei diritti e dei servizi sociali, che mi faceva notare come sul bando (ancora oggi in pubblicazione!) finalizzato all’erogazione dei ticket per l’infanzia, redatto dal Comune di Melito Porto Salvo quale Ente capofila del Distretto socio-sanitario che ricomprende anche il Comune di Condofuri, vi sia tra i requisiti per la partecipazione solo lo status di nucleo familiare italiano o comunitario, non quello di extracomunitario.

Se si tratta di “svista” o di “vera e propria “scelta” non è ancora dato sapere.

Della questione se ne stanno occupando, nei modi più corretti e formali (come è giusto che sia), le Associazioni il cui fine, per Statuto, è proprio quello di tutelare le ragioni dei minori che subiscono una qualche forma di esclusione (e questa è fuor di dubbio che lo sia!). A me preme rilanciare la questione e porla all’attenzione pubblica perché credo che lo meriti, seppur in un momento in cui so bene che su tali tematiche si rischia di essere impopolari (o forse meglio “impopulisti”!).

Va evidenziato, innanzitutto, che non mi riferisco in questo caso a migranti da accogliere dopo avere verificato lo status di profugo, regolare o rifugiato, ma in tal caso stiamo parlando dei tanti nostri ormai “compaesani” con regolare permesso di soggiorno, che abitano da tempo i nostri luoghi; uomini e donne che lavorano nella nostra terra; bambini che nascono e crescono da coppie extracomunitarie e che frequentano le nostre scuole che spesso rimangono in vita proprio grazie a queste presenze.


Come è possibile pensare di escluderli?

Eppure lo stesso bando del Distretto socio-sanitario della Locride, con il Comune di Locri capofila, giustamente li include! Basti pensare alle norme in materia ed alle numerose sentenze che, occupandosi di accesso ai servizi sociali del nostro Paese, definiscono questi soggetti cittadini a tutti gli effetti. Pertanto, non possiamo che richiedere la correzione immediata in questo senso dell’avviso pubblico ancora in fase di pubblicazione, prorogandone così anche la scadenza, in modo da evitare che ancora una volta vengano a crearsi occasioni in cui ci si debba dividere e lottare tra cittadini di serie A e cittadini di serie B.

L’invito è rivolto a tutte le forze sociali, sindacali e politiche affinché su tali questioni di “piena e sostanziale cittadinanza” non si abbassi mai la guardia, altrimenti anche gli Assessorati c.d. all’ Inclusione vengono svuotati di ogni significato e a noi “cittadini attivi”, a cui piace sempre la Buona Politica a servizio del bene comune, tocca sempre segnalarlo.

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